Fendt

Gruppo AGCO

 
 

Fendt Dieselross 28

Fendt Dieselross 28

Inizio produzione Anno 1953

Siamo in Baviera dove “Dieselross” tradotto, sta per “cavallo diesel” e fu qui che nacque il marchio Dieselross, che per oltre 30 anni identificò la produzione di trattori Fendt, una delle più rinomate del mondo.

Marktoberdorf, era un villaggio sulle colline a sud di Monaco, una ventina di chilometri dal confine austriaco. Da sempre i Fendt erano i fabbri di questo villaggio: costruivano aratri e altri attrezzi agricoli, ferravano cavalli, aggiustavano tutto ciò che si può sistemare con fucina, incudine e lima. A mandare avanti la bottega verso la metà degli anni Venti del millenovecento, era il cinquantenne Johann-Georg, tornato dalla guerra dove aveva fatto il meccanico e conduttore del traino artiglieria della Bussing, uno dei primi trattori dotati di motore a combustione interna che sostituiva gli ingombranti e complicati traini a vapore. Il nuovo mezzo lo aveva affascinato e si mise a studiare la possibilità di applicare questa nuova forza motrice agli attrezzi in uso nella sua valle. Nel 1928, assieme al giovanissimo figlio Hermann, costruì nella propria officina una falciatrice dotata di un piccolo motore a benzina da 4 cavalli della quale c’era una gran richiesta. Questo primo successo lo incoraggiò a proseguire e realizzare un paio d’anni dopo, un veicolo con barra falciante in grado di arare, trainare carri e movimentare, con una puleggia e cinghia, una sega circolare. Il motore era un Deutz diesel monocilindrico orizzontale da 6 cavalli, con raffreddamento ad ebollizione che la Casa di Colonia commercializzava come impianto fisso. La potenza era limitata e l’aspetto gracile ma era molto di più di quanto a quel tempo molti costruttori erano in grado offrire. In particolare era un Diesel della più rinomata fabbrica tedesca, la Deutz, capace di garantire quell’affidabilità della quale erano malauguratamente privi molti esperimenti condotti da altri costruttori. Adottare il propulsore tra quanto di meglio si poteva trovare sul mercato, richiedendo eventualmente particolari specifiche per i propri, fu una filosofia che non abbandonò mai la casa tedesca e che continua tuttora dopo 75 anni e tanti successi.

 

Fendt Dieselross 15

Fendt Dieselross 15

Inizio produzione Anno 1952

All’inizio, più che a produrre per vendere, i Fendt cercarono nuove soluzioni: maggior potenza, assale anteriore ammortizzato, ruote in ferro non più a raggi, ma a disco con battistrada in gomma piena. Nel 1933, a soli 65 anni, Johann-Georg Fendt scomparve lasciando l’azienda nelle mani del giovanissimo figlio Hermann (22 anni) al quale si aggiunse il fratello Xavier (26 anni); al primo andarono le responsabilità tecniche, al secondo quelle amministrative.

Nel 1934 vennero costruiti 4 trattori, l’anno dopo 30. L’officina si ampliò sino ad ospitare 42 dipendenti che nel 1937 costruirono 228 trattori dei quali 210 esemplari del nuovissimo modello F18, motorizzato da un Deutz monocilindrico ovviamente Dieselross da 16 cavalli, cambio a 4 velocità più RM, barra falciante, impianto elettrico, pneumatici, per un peso complessivo di 1500 chilogrammi e un prezzo di 3800 Reichsmark.

Nel corso degli anni la Fendt crebbe: durante il secondo conflitto mondiale costruì circa 1500 trattori a gasogeno. Nel dopoguerra successo crebbe inarrestabile grazie ad innovazioni come il cambio a variazione continua, che fanno parte oramai della storia della meccanizzazione.

In Italia i primi Fendt arrivarono con piccoli numeri a partire dal 1950. Nel 1955 il parco dei Dieselross era di 661 trattori che divennero 2564 dieci anni dopo accompagnati dal marchio Fendt. Il parco dei 10 mila esemplari fu raggiunto verso nel 1984.

Xavier ed Hermann continuarono insieme a condurre l’azienda familiare sino alla scomparsa del primo nel 1989. Hermann andò avanti da solo sino alla sua morte avvenuta il 17 agosto del 1995. Gli eredi non si trovarono d’accordo su nulla decisero di cercare un compratore che trovarono nel gruppo americano Agco, il terzo produttore di macchine agricole del mondo.